venerdì 10 giugno 2016

(106) Ci son notti

Ci son notti che non dormi
e questa è una di quelle.
Sveglio guardo nel vuoto
e penso.
Penso a te
a te che stai dormendo
qui sul mio petto.
Al caldo, al sicuro
nel posto che preferisci.
Te che ogni mattina
mi regali un sorriso.
E questi sono gli ultimi.
Tu non lo sai.
Io si.
Fa male.
Brucia dentro
come un lapillo sulla pelle
aperta.
E' un dolore tanto forte
da farmi sperare di morire.
Ma non abbastanza
da uccidermi.

E le stagioni passano.
Le piogge passano.
Ma tu non passi.

Mai.

(105) La morte

La vita è tutta una sensazione. Una strana sensazione. 80 o 100 anni sembrano tanti per una vita. Ma cosa sono in confronto al tempo? Un tempo infinito sia nel futuro sia nel passato. La nostra vita non è nient'altro che una breve permanenza. Ma non cesseremo di esistere quando arriverà la morte. Sparirà il nostro spirito, la nostra anima, la nostra persona. Ma il nostro ricordo vivrà nei cuori delle persone che ci vogliono bene. E quando anche loro saranno spariti da questa vita rimarrà comunque una traccia di noi. Il nostro corpo è formato da atomi. Atomi che cambiano continuamente posizione in un tempo scansionato in maniera diversa dal nostro. Ed ecco quindi che gli atomi che oggi compongono il mio corpo un tempo erano parte di una pianta, o di una roccia. E tempo prima ancora erano parte di un dinosauro. Dopo di me saranno parte di qualcos'altro.
Che poi ciò che a me preoccupa non è cosa accade dopo la morte. Il problema qui è pianificare. Pianificare una vita stabilendo dal principio che vivremo 80 anni. Ogni giorno migliaia di persone muoiono. E molte di loro sono giovani. E tutti i loro progetti diventano improvvisamente muti. Morti con loro. Ciò che voglio dire è che bisogna vivere giorno per giorno! E non seguire la massa ma essere liberi di vivere questa vita.  

venerdì 8 aprile 2016

(104) Mondo illusione


Buio. Silenzio. All'improvviso una strana musica invade la stanza. Diventa sempre più veloce. Lampi per la stanza. Un volto a sinistra. Ora destra. Ora sopra. Mgliaia di volti. Migliaia di direzioni. Luci e linee. Vortice di colori. Blu e rosso. Verde e nero. La stanza trema, rimbalza, rimbomba. Ed io salto. Sù. Giù. Là. Qua. Sudo. Caldo. Confusione. D'improvviso tutto si ferma. Anche la musica si rilassa. Tutte le luci e i lampi spariscono. E dal buio emerge solo la visione di uno splendido paesaggio. Forse dai colori un po' malinconici ma comunque calmo e tranquillo. Ed io resto fermo ad osservare. Socchiudo leggermente gli occhi e mi lascio cullare dalla musica dolce e dal leggero pizzicare di corde di liuto. Mi abbandono completamente in questo buio paradiso. E con la mente guardo lontano. Raggiungo la pace dei sensi. Ed ogni nota suonata è pace per il mio cuore. In un attimo tornano silenzio e buio. Ritorno alla realtà cercando di capire cosa stia succedendo. Una piccola luce si accende in lontananza. La musica riprende a suonare, questa volta con una nota di mistero. Una voce femminile canta dal fondo di questa buia stanza. Proprio da dove arriva la fioca luce. Mi avvicino lentamente. Sento dei suoni alle mie spalle. Sono immerso nel buio più profondo. Sento dei passi dietro di me. Silenzio. Affretto leggermente il passo. La musica riprende. Forse un po' più veloce di prima. Le note del pianoforte più marcate. Qualcosa scricchiola da qualche parte nella stanza. Continuo ad avvicinarmi alla luce. Sembra allontanarsi a ogni passo che faccio. O forse si sta spegnendo lentamente. Affretto il passo. Le note sempre più marcate. Il pianoforte riempie la stanza dei suoi suoni. Silenzio. Si riesce ad udire solo un lamento. Un uomo. Lontano, dietro di me. Un ticchettio di orologio copre ora ogni altro suono. All'improvviso il rumore di un forte stridio occupa ogni angolo della stanza. Una terza voce compare. Un bambino. Lo sento sempre più vicino. E' dietro di me. Mi volto. Non posso vederne il volto perchè nascosto nel fitto buio di questo luogo. Improvvisamente la musica si fa sempre più veloce. Il bambino sparisce. La musica ritorna velocissima. Lampi. Flash. Colori. Volti ovunque. E la stanza riprende a girare. Gira. Salta. Si capovolge. E io con lei. Rimbalzo. Qua. Là. Sopra. Sotto. Ogni angolo. Strane forme attorno a me. Ruotano veloci. Tutto è viola. Viola e giallo. Silenzio improvviso. Buio. Il liuto riprende a suonare dolcemente le sue note pizzicate e l'aria si riempie di pace. Non so dove sono. Non so cosa stia succedendo. Mi lascio guidare da questa dolce melodia finchè rimane. Mentre la mia mente va in confusione in questo mondo di illusione.

(103) Migliori amici

Quasi ognuno di noi ha un migliore amico o una migliore amica. Alcuni ne hanno più di uno. Altri non ne hanno proprio. Ma come si può dire che un amico è il migliore? Ciascuno ha la propria opinione a riguardo. Un migliore amico non deve necessariamente essere qualcuno che si conosce da una vita. Ci sono persone che conosci da anni e sanno poco o niente di te. Così come un migliore amico non è sempre la persona che sa più cose di te. La vita è fatta perchè le persone si incontrino. Purtroppo però le persone spesso devono andarsene. Un migliore amico o una migliore amica è quella persona che, in quel determinato periodo di tempo, ti sta accanto, ti capisce, ti aiuta, ti dà amore. E' quella persona speciale alla quale regali il tuo tempo, con la quale condividi i momenti più belli. E questo pensiero lo dedico a tutti i migliori amici e le migliori amiche che ho avuto negli anni. Vorrei riavervi tutti qui solo per un momento. Solo per ringraziarvi di tutti i bei momenti passati insieme e per tutto quello che mi avete lasciato, perchè nessuno passa nella tua vita senza lasciare qualcosa. Non vi ho mai dimenticati. Vi tengo tutti nel mio cuore. Non importano i motivi che ci hanno allontanati, ciò che importa è che voi ci siate stati. Perchè la mia vita non sarebbe quella che è oggi se non vi avessi mai incontrati. Quindi posso solo dirvi grazie. Grazie di aver incrociato il mio cammino. Grazie. Incontriamo migliaia di persone durante il nostro viaggio, ma voi siete quelli che hanno reso questo viaggio un po' più piacevole. Mi avete dato tanto e spero di aver fatto lo stesso con voi. Pazze avventure, profondi segreti, grandi risate, intensi sguardi e sincera felicità sono regali che porto con me in questo strano viaggio che è la vita. Un viaggio che percorri un po' con qualcuno e un po' con qualcun'altro.

lunedì 21 marzo 2016

(102) Il mio papà

Auguri papà! Auguri al papà che mi ha insegnato ad amare il calcio, e soprattutto la Juventus. Auguri al papà che da piccolo mi portava a giocare a minigolf, auguri al papà che veniva sotto casa quando ero piccolo per passare del tempo con me. E che leggeva quel cartello solo per stare altri 30 secondi con me. Auguri al papá che a volte facevo arrabbiare ma mi ha sempre voluto bene. Auguri al papà che ultimamente sento distante, ma rimane sempre nei miei pensieri. E se mi guardo allo specchio vedo un po di te in me. E di questo ne vado fiero, avrò sempre un ricordo di te, mi basta guardarmi. Auguri al papà che, insieme alla mamma, mi ha dato la vita. Auguri al papà che mi ha insegnato tante cose e in tanti modi. A volte severo, a volte dolce, a volte semplicemente con l'esempio. Perché alla fine è questo che sei. L'esempio che io, tuo figlio, considero per guidare la mia vita e diventare, un giorno, un uomo. Auguri al papà che mi ha insegnato a fare buon viso a cattivo gioco. Auguri al papà che mi ha protetto quando ne avevo bisogno. Auguri al papà che, come tutti i papà, spesso sbaglia, ma rimane sempre il MIO papà!

venerdì 19 febbraio 2016

(101) Davanti agli occhi


Così voglio iniziare questo nuovo capitolo della mia vita, parlando di te. Tra poche ore saranno 2 anni che te ne sei andata e fino a pochi giorni fa non riuscivo a spiegarmi il motivo. Il vuoto che hai lasciato ha sempre offuscato i miei pensieri. E io stavo lì, immobile, ignorando che mi avevi lasciato un messaggio. Non un messaggio scritto. Un messaggio cantato, che si può leggere tra le parole delle canzoni che spesso mi facevi ascoltare e io ho sempre ignorato. Ho riascoltato ogni singola parola di quelle canzoni. Le ho scritte su carta, le ho incise nel cuore. Ho capito. Non immaginavo che provassi così tanto nei miei confronti. E stare accanto a me che cambiavo ragazza di continuo e tu sempre pronta ad ascoltarmi parlare ora di questa ora di quella non faceva altro che darti dolore. A ciò si aggiungeva la mia impassibilità. L'amore che provavi era talmente forte che preferivi soffrire pur di starmi vicina. Era diventato un “dolce star male”. Ma poi pian piano il dolore si è fatto sempre più profondo e per te è diventato impossibile continuare a starmi accanto. Ti allontanasti per smettere di soffrire, ma serbi dentro di te il ricordo di qualcosa che difficilmente ricapiterà nelle nostre vite. L'ultima canzone che mi hai dedicato è quella forse più profonda. Hai voluto prepararmi al tuo addio. Hai voluto lasciarmi una canzone per tutta la vita. Avevo promesso “tuo per sempre”. Avevi promesso “tua per sempre”. Ma quando hai capito che non avresti potuto mantenere questa promessa hai voluto lasciarmi qualcosa che avrebbe potuto farmi compagnia tutta la vita, nei momenti in cui avrei avuto bisogno di te, in un certo senso come se tu non te ne fossi mai andata. Avrei voluto capire prima. Avrei dovuto ascoltare meglio quelle canzoni. Forse ora saresti qui. Chi lo sa. Posso solo dirti grazie. Perchè mi hai sempre protetto e continui a farlo anche ora che non sei più mia. Non ti dimenticherò mai piccola mia. Resterai per sempre nel mio cuore, nei miei pensieri. Sarai sempre una parte di me. Sarò tuo per sempre, come promesso. Insegnerò ai miei figli cos'è l'amore, e se posso farlo è solo grazie a te che me lo hai insegnato. Ma è giunto per me il momento di voltare pagina, come giunse per te quel 20 febbraio di due anni fa. E come dice l'ultima canzone che mi hai dedicato: “Le persone si dividono, destinazioni ignote. Chissà ci rivedremo. Tu, solo tu, sempre tu davanti agli occhi.”