lunedì 26 febbraio 2018

(142) Pentimento

“Avevo 18 anni quando entrai nell'arma. Con la memoria satura dei discorsi patriottici di mio padre imparai a combattere e ad abbracciare la morte, nemica e alleata allo stesso tempo. Ho ucciso tanti uomini, padri, figli, fratelli. Ho seminato il terrore come una fredda pioggia di piombo per qualche grammo di medaglie e tonnellate di rimorsi. Forse l'errore più grande che facciamo noi uomini è quello di credere e lottare per ideali che non ci appartengono. E così arriva il pentimento”. Finì la frase e spirò. L'infermiera rimase impassibile. Era un tiepido pomeriggio di inizio marzo, il giorno in cui Gioacchino si liberò del peso della maschera indossata per una vita intera e spiccò il volo.

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